Spero dunque sono

Il Dott. Raffaele Scutari fondatore della PDS e della prima associazione di PDS ci ha lasciato Domenica 24 Marzo 2013, aveva 92 anni. Lo ricordiamo con tanto affetto, stima e lo ringraziamo per averci insegnato e donato una tecnica complementare naturale ed efficace per contrastare il dolore, la sofferenza e l'insufficenza: la Perdermostimolazione®.

La Presidente NAIPer. Barbara Scutari

Le cure complementari (CAM) e la PDS

Esiste una terminologia variegata per classificare metodi diagnostici e terapeutici diversi dalla Medicina Scientifica Ufficiale (abbreviazione: MS).
E’ possibile esprimere con un unico concetto, le diverse cure complementari con la definizione anglosassone CAM (Complementary and Alternative Medicine).  
L’Associazione di Medicina Olistica Canadese ( Canadian Holistic Medical Association ) le definisce come un  “ sistema  di cura della salute, che incoraggia un rapporto di collaborazione tra coloro che ne sono coinvolti, orientato al raggiungimento di tutti gli aspetti della salute quello fisico, mentale, emotivo, sociale, psicologico e spirituale “.
Si prende in considerazione l’intera persona, includendo l’analisi dell’aspetto fisico (fisiognomica), nutrizionale, ambientale, sociale, emotiva, psicologica, spirituale e il valore dello stile di vita.
Il  concetto di “prendersi cura di una persona” implica un processo comunicativo che avviene inevitabilmente e necessariamente, nell’ambito di una relazione terapeutica.
Solitamente vengono definite CAM: l’omeopatia, l’agopuntura, la Medicina Tradizionale Cinese, la Medicina Antroposofica ecc..

Le cure complementari e alternative  guardano all’individuo nella sua interezza mirando sia all’ottenimento di  un equilibrio globale dell’organismo sia a una rinnovata armonia  con l’ambiente circostante.
I metodi delle  cure complementari non sono invasivi, non  utilizzano  farmaci allopatici e possono essere considerate  di supporto e complemento, del trattamento medico-allopatico (medico-chirurgico).
Le  cure  complementari  si  ispirano  quasi  sempre  al   modello   olistico. La parola olismo deriva dal greco “olos” = tutto, pertanto si comprende bene come per medicina olistica si intenda una medicina che miri a cogliere l’individuo nelle sua interezza.

L’approccio olistico è un metodo che mira a studiare i sistemi cogliendoli nel complesso, contrapposto al metodo analitico che si propone di studiare separatamente le varie componenti dei fenomeni. In questi termini potremmo definire le medicine CAM olistiche e la medicina allopatica ( dal greco halos  “opposto” e pathos, “sofferenza”) come analitica. La cultura della medicina occidentale è strettamente legata al modello biomedico.

Dal   modello  biomedico   nasce  la   medicina   convenzionale  o   medicina     allopatica  che  studia la malattia partendo da segni e sintomi e impiega tutte le tecniche opportune per opporvisi.
L’Allopatia è quindi  medicina antagonista, perché si oppone ai sintomi che combatte e che utilizza il metodo  scientifico-sperimentale. 
Secondo il modello biomedico, la persona  è vista come una macchina costituita da diverse parti, attraverso il buon funzionamento delle quali è possibile mantenere lo stato di salute. La malattia, in questo caso, è considerata come un danno biologico a uno o più parti e la cura viene fornita attraverso un sistema di causa-effetto. 

La medicina convenzionale  è quindi   una medicina meccanicistica dove la persona viene, attraverso un modello riduzionistico, considerata come una macchina. Se a non funzionare fosse un automobile, ad esempio, come prima cosa andrebbe individuato quale “pezzo” si sia rotto: se fosse la batteria ci rivolgeremmo all’elettrauto specializzato nelle parti elettriche, se fosse la gomma ad essere forata  ad un gommista, se fosse la pompa dell’ olio o la cinghia dei freni la porteremmo dal meccanico. Sarebbe poi lo specialista in questione a valutare se ripare o sostituire “il pezzo”. Probabilmente di tutti, il meccanico sarebbe la figura con una maggiore visione d’insieme della nostra automobile. Possiamo dire che generalmente nell’ambito della medicina ufficiale, ogni malattia o disfunzione viene accolta dallo specialista del settore. Un  occhio di rigurdo alla Medicina Generale e alla Medicina interna che piu’ delle altre branche specialistiche si impegnano a cogliere l’uomo nel suo intero. Generalmente un filtro viene fatto dal buon medico di famiglia che ha l’arduo compito di  smistare e incanalare le varie visite specialistiche a seconda del disturbo in questione. Per una gastrite esiste il gastroenterologo, per i dolori muscolari e i reumatismi il reumatologo, le lombalgie e traumi gli ortopedici, per le dermatiti il dermatologo, se è l’umore, il sonno o l’ansia a darci disagio  ci rivolgeremo allo psichiatra o allo psicologo.  Questo perché l’uomo quale organismo biologico puo’ essere scomposto analiticamente in ogni sua parte e curato di conseguenza.

Per dirla come solo le parole di un grande giornalista possono fare:

"l´occidente ha fatto grandi progressi nel conoscere il corpo , anche se mi lascia sempre piu´ perplesso il fatto che alla radice della nostra medicina cè l´anatomia, una scienza fondata sulla dissezione dei cadaveri e mi chiedo come sia possibile capire il mistero della vita partendo dallo studio dei morti.  Ma l´occidente non ha fatto alcun progresso, anzi forse è andato a ritroso nella conoscenza di tutto quell´invisibile, immisurabile, imponderabile che sta dentro  e al di là del corpo, che lo sostiene, che lo lega a tutte le altre forme di vita e lo rende parte della natura. Psicoanalisi e psicologia sono scienze che si muovono ancora soltanto sulla superficie di quell´invisibile, come se si sentissero imbarazzate davanti al gran mistero che nessuna scienza, proprio perché tale potrà mai affrontare. Per questo la ricerca medica non ha altra scelta che quella di scendere sempre piu´ nel particolare, di passare al piccolo al sempre piu´ piccolo, ma non dovrebbe una qualche altra ricerca, non necessariamente scientifica, andare in senso opposto: dal piccolo al grande?".  

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, Tea, 2004.    

   
Così si progredisce sempre piu´ nel campo microscopico, nel campo molecolare, scorporando e immergendoci sempre piu´ nel vasto universo della biochimica, dei recettori, delle molecole, scoprendo nomi, connessioni e funzionamenti, a discapito forse dell´insieme e dell´intero.  Le cure complementari, tra cui la perdermostimolazione,   si basano sul presupposto della centralità dell´essere umano come individuo intero.  "L´intero"  è maggiore della somma di ogni singola parte, pertanto non si  puo´ scorporare un organo o  una parte dall´individuo nel suo complesso. Non si puo´ mai prescindere dalla reciproca influenza, secondo cui ogni organo influenza e viene influenzato a sua volta dagli altri. La persona nel suo essere un intero viene colta nella sua unicità con uno sguardo che tiene conto dell´armonia  di tutti gli organi ed apparati.

 

Day Hospital oncologico

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 (prototipo non vendibile)

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